I tanti pregi della scrittura: perché scrivere ci fa bene

Cristiana Vettori

 

Soprattutto in questo anno difficile, in cui siamo rimasti chiusi in casa per la pandemia, penso abbiamo potuto apprezzare la scrittura, che sa essere  una compagna umile, fedele, riservata e affettuosa. E cosa chiedere di più?

Passiamo in rassegna dunque tutte queste qualità e cerchiamo di darne una spiegazione.

Umile è sicuramente, perché si accontenta davvero di poco: bastano un foglio e una matita, se non possiamo disporre di soluzioni più tecnologiche. Basta un piccolo angolo, uno spazio protetto – un tavolo, un piano d’appoggio qualunque – che ci permetta di buttare giù i nostri pensieri, le emozioni, le fantasie.

È fedele la scrittura, fedele a quello che vogliamo rivelare: certo dobbiamo trovare le parole adatte, magari non ci vengono subito alla mente…ma cominciate a scrivere e vedrete dove vi porterà la penna! Deve essere una penna che scrive velocemente perché il pensiero va molto più in fretta della mano. “Non bisogna rallentare ulteriormente la mano con una penna lenta” scrive Natalie Goldberg “E la penna a sfera, la matita, il pennarello a punta fine sono indubbiamente lenti. Andate in cartoleria e cercate qualcosa con cui vi sentite a vostro agio”. Se poi siete più tecnologici e fate uso del computer, forse sarà più facile andare veloce: magari si fa qualche errore in più, ma si può sempre correggere…Però, dopo! La correzione è necessaria, ma va sempre fatta in un secondo momento, perché non intralci il libero flusso delle idee. È fedele e rivelatrice la scrittura se sapete tener dietro ai pensieri e non vi fate rallentare dalla mano, dalla voce interna che giudica e critica o dalle distrazioni che possono intervenire nell’ambiente.

E poi è riservata. Volete parlare di voi, ma non volete che si conoscano troppo i fatti vostri? Bene: inventatevi un personaggio e fatelo parlare. Attribuite a questo personaggio i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre arrabbiature, ma nessuno verrà a dirvi niente. Non sono mica pensieri, dolori, arrabbiature vostre! Sono di quel personaggio! E la privacy è garantita! Siete più portati alla scrittura autobiografica e non vi pare il vero di potervi rivelare al prossimo? Benissimo, allora: scrivete pure di voi e fino a che vi va, per quello che volete rivelare, e niente più. La scrittura vi verrà dietro: non diffonderà una parola di più.

Infine la scrittura sa essere affettuosa, ma ve lo dovete guadagnare. Mettete da parte le critiche – io non so fare, io non so scrivere, io non so pensare – e chi lo dice? C’è sempre una parte critica dentro di noi, che si fa sentire ogni volta che ci mettiamo all’opera per qualcosa. Bene, mettiamola da parte per un momento. Vogliamoci bene: la scrittura ve ne vuole se riuscite a non criticare subito. Lasciatela fare, lasciate che la penna sia libera di dire, di esprimere, di volare con le parole. Ma che stupidaggini sto scrivendo. No! Non sono stupidaggini se vi sono venute in mente e avete sentito l’impulso di scriverle! La scrittura vi vorrà bene se le darete retta.

E dunque, se analizzate una per una queste ragioni, potete anche capire perché scrivere ci fa bene: scrivere vuol dire prenderci cura di noi, a partire dall’attenzione che mettiamo nella scelta del mezzo con cui scriviamo; significa entrare in contatto con i nostri pensieri, con quello che sentiamo; significa scegliere che cosa è meglio per noi; significa esplorare parti di noi per rappresentarle nel foglio o sullo schermo del computer, magari attribuendole ad altri, ai nostri personaggi, e dunque prendere un po’ le distanze e osservarle con maggiore chiarezza.

Come conclusione riporto le parole di Diana Lenza, presidente della fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, in una intervista a La Repubblica. All’intervistatore che le chiede: “Oltre al consulto specialistico esistono delle buone pratiche per combattere lo stress da Covid?”  Lenza risponde: “Intanto scrivere: come un diario, ma concentrato sulle emozioni. Il gesto dello scrivere in sé è riflessivo, aiuta a tirare fuori i pensieri in modo più intimo, i giovani potrebbero usare  delle registrazioni o le riprese video se hanno più dimestichezza col mezzo digitale…”

Insomma scriviamo perché scrivere ci fa sempre bene!

 

Biografia di Cristiana Vettori

Cristiana Vettori è nata a Poppi, in provincia di Arezzo, e vive a Pisa dove ha insegnato per molti anni nelle scuole superiori. Si occupa di psicologia e di formazione in ambito psicologico per l’Agenzia formativa Performat.
In campo editoriale collabora con la Casa Editrice Helicon. Si occupa di editoria scolastica: nel 2009 ha pubblicato con altre autrici un’antologia per le scuole medie superiori: Lezioni di volo (Bruno Mondadori).
Ha pubblicato varie raccolte di poesie e di prose: Percorsi (Ila Palma, Palermo 1983); Gaio mistero (Ila Palma, 1985); La morte del gatto e altre prose (SP 44, Firenze, 1988); Sedici prose in forma di quadrato (SP 44, Firenze, 1990); Orme (SP 44, Firenze, 1996); Amori e disamori (Helicon, Arezzo, 2007); Preziose presenze (Helicon, Arezzo, 2012); Se qualcosa ci salverà (Helicon, Arezzo, 2015); Esercizi di scrittura (Helicon, Arezzo, 2016); All’ombra della sera (Helicon, Arezzo, 2019) . Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il gioiello di Poppi (Helicon). Nel 2011 ha pubblicato una raccolta di “storie di migrazione e di integrazione”: La nostra scuola è il mondo intero (Quaderni Satyagraha, Centro Gandhi Edizioni, Pisa). Nel 2014, insieme a Giovanna Baldini, ha pubblicato con le edizioni Helicon di Arezzo il volume di ricette per Libera Terra “Il gusto giusto – 100 ricette al sapore di legalità, libertà e democrazia”. Collabora con L’Associazione Libera.
Partecipa a vari gruppi di scrittura fra cui “Viaggi di parole” e “Carta Bianca” laboratorio di scrittura della Casa della Donna di Pisa. Guida il laboratorio di scrittura “Immagini e Parole” dedicato a persone con disabilità intellettiva medio-lieve presso L’Alba Associazione.
È autrice di Viaggiare in Casentino – Guida turistica (Helicon, 2015) e “Pisa d’Autore – Percorsi letterari nella città della Torre” (Helicon, 2017). Nel 2018 pubblica il romanzo “Il fauno scomparso”. Ultima sua opera uscita da poco Anna dei numeri. Una storia del Novecento (Helicon, 2020).

 

Il nuovo libro di Cristiana Vettori

 

Anna dei numeri: una donna in cerca della propria autonomia nei difficili anni della prima metà del Novecento. L’Autrice ne racconta la storia in un percorso di ricostruzione di una personale genealogia femminile.