Gruppi di Auto-Aiuto

Perché un gruppo di auto-aiuto? Per un graduale allontanamento e per soddisfare i bisogni al di fuori delle strutture istituzionali. Per vincere la solitudine. Per conservare l’autonomia acquisita durante i programmi terapeutici. Per ricercare le abilità necessarie a rafforzare l’autostima e l’autodeterminazione. È una opportunità, un metodo semplice e spontaneo che permette ai partecipanti di modificare le proprie abitudini e comportamenti in relazione al proprio stato, permettendo una graduale assunzione di responsabilità rispetto al proprio benessere. L’obiettivo principale del gruppo, dove è possibile, è innanzitutto il superamento o l’accettazione del proprio disagio specifico. Imparare nuovi e più gratificanti modelli comportamentali, rafforzare l’immagine di sè e delle proprie capacità, aiutare gli altri partecipanti a raggiungere una certa padronanza di sè e dell’ambiente in cui vivono, aumentandone le capacità individuali attraverso l’empatia e la condivisione di esperienze e sentimenti. Nel gruppo si può trasformare l’atteggiamento di “destino-delega” con un altro in cui il partecipante sarà aiutato in un percorso che comporterà sè, prese di coscienza sostenibili, ma anche tentativi di fuga per timore di eccessi di responsabilità. Il gruppo si basa su due elementi: – Uno legato alla solidarietà propria dell’essrere umano e allo scambio di esperienze per mobilizzare ciò che è staticizzato e per uscire dalla solitudine che spesso costituisce un grosso problema; – L’altro legato invece ad un processo di coscientizzazione sia individuale che collettiva; Il fine è quello di emancipare, sollecitare l’autonomia e l’autodeterminazione, esaltando le capacità organizzative, l’iniziativa individuale, la propositività, la capacità di socializzare, il piacere di stare insieme, l’acquisizione del senso della partecipazione, della disponibilità a farsi aiutare e ad aiutare gli altri, favorire la cultura della speranza e dell’osare un po’ di più attraverso il recupero di un complessivo atteggiamento ottimistico verso la curabilità, lo stare meglio. Il gruppo d’auto-aiuto non si contrappone né si sostituisce ad altre forme di cura. (Roberto Pardini, Volontario Facilitatore Sociale, 27 Ottobre 2007)