Pubblicazioni

Il periodico dell’Associazione, L’Immaginario è nato per proporre un punto di vista sul disagio mentale e la riabilitazione psico-sociale che modificasse l’immaginario comune, promuovendo la metodologia dell’auto-aiuto, le artiterapie e le attività dell’Associazione L’Alba e L’Alba auto-aiuto.
Cambiare idee e pregiudizi, perchè il “malato di mente” non sia più nè “lo scemo del villaggio”, nè l’assassino omicida dei Massmedia, ma una Persona come te, ricca di risorse e di forza, con una malattia che può essere curata e dalla quale si puòguarire, anche e soprattutto con un’accoglienza da parte tessuto sociale non stigmatizzante, ma paritaria. L’Immaginario raccoglie racconti, esperienze e poesie elaborati nel Laboratorio “Esprimersi Scrivendo” condotto da Maria Velia Lorenzi, disegni e dipinti del Laboratorio di Arti Grafiche e del pittore Giorgio Fornaca, articoli di psichiatri, operatori e tecnici della riabilitazione.

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L’IMMAGINARIO ANNO VIII N° 5-6 2012 / 1-2-3 2013 SETTEMBRE-GIUGNO 2013 L’IMMAGINARIO ANNO VII N° 1-2-3-4 GENNAIO AGOSTO 2012 L’IMMAGINARIO ANNO VI N° 3 DICEMBRE 2011 L’IMMAGINARIO ANNO V N° 4-6 LUGLIO DICEMBRE 2010 – Anno VI – N° 1-2 GENNAIO APRILE 2011 L’IMMAGINARIO ANNO V N. 1-2-3 GENNAIO – GIUGNO 2010 L’IMMAGINARIO ANNO IV N. 4-5-6 LUGLIO – DICEMBRE 2009 L’IMMAGINARIO ANNO IV N. 1-2-3 GENNAIO – GIUGNO 2009 L’IMMAGINARIO ANNO III N. 5-6 GENNAIO – APRILE 2008 L’IMMAGINARIO ANNO III N. 5-6 SETTEMBRE – DICEMBRE 2008 L’IMMAGINARIO ANNO III N. 1-2-3-4 GENNAIO – AGOSTO 2008 L’IMMAGINARIO ANNO II N. 5-6 OTTOBRE – DICEMBRE 2007 L’IMMAGINARIO ANNO II N. 3-4 MAGGIO – SETTEMBRE 2007 L’IMMAGINARIO ANNO II N. 1-2 GENNAIO – APRILE 2007 L’IMMAGINARIO ANNO I N. 2 NOVEMBRE – DICEMBRE 2006 L’IMMAGINARIO ANNO I N.1 SETTEMBRE – OTTOBRE 2006 L’IMMAGINARIO NUMERO UNICO ANNO 2005 L’IMMAGINARIO NUMERO UNICO ANNO 2004 L’IMMAGINARIO NUMERO UNICO 2002

Andata e ritorno: testimonianze di trasformazione dei gruppi di auto-aiuto psichiatrico

compertina andata e ritorno

Il progetto Innovazione CESVOT “Auto-aiuto in circolo” ha l’obiettivo di diffondere la cultura dell’ auto-aiuto su  tutto il territorio pisano costituendo altri otto nuovi gruppi di auto-aiuto nella rete dei circoli Arci cittadini dei paesini circostanti la città, ovvero: Molina di Quosa, Vecchiano, Lugnano, Fauglia, Cascina, Calci, Marina di Pisa, nonchè Pontedera, ampliando le già esistenti basi storiche dei quattro gruppi che avevano ben radicato dal 2000 e tutt’ora hanno vita solida su Pisa, due in Corso Italia n. 156, nella sede del comitato Arci Pisa, che ha fatto il primo passo per appoggiarci nella nascita dell’ auto-aiuto sul territorio, uno nel circolo Arci di San Biagio, uno in clinica psichiatrica per pazienti ricoverati, il più antico di tutti.

Un primo lavoro importante è stata la promozione sui territori attraverso volantinaggio, incontri con gli assessori dei singoli paesi, sensibilizzazione alla cittadinanza, e non sempre chi ne aveva bisogno arrivava al gruppo  per la vergogna di essere giudicato dalla comunità di appartenenza come matto. La svolta è stata fatta dalla buona collaborazione con i servizi territoriali, gli assistenti sociali, e gli psichiatri dei territori che maggiormente hanno creduto e collaborato alla realizzazione di questi nuovi punti di incontro territoriali hanno segnato la differenza.

Questo testo non è un elaborato tecnico, ma un libro scritto col cuore che vuole raccontare le testimonianze dirette delle esperienze vissute… Un libro a più mani, cinquanta i contributi scritti di pugno, letti e riletti in un intenso lavoro di gruppo che pubblichiamo sperando di trasmettere il calore umano e il messaggio più importante: si può “andare” nella malattia, ma si può anche tornare da essa più consapevoli e più ricchi di prima, recuperando il proprio progetto di vita evolutivo e creativo portando maggiore benessere in questo mondo.

E’ possibile scaricare il libro “Andata e Ritorno” in formato pdf cliccando su questo link:

” Andata e Ritorno – Testimonianze di trasformazione nei gruppi di auto-aiuto “

Nuovi Spazi di Vita: ricerca e nuove frontiere per il ritardo mentale medio-lieve.

  I servizi territoriali diverse, per nei la vari disabilità ambiti regionali, hanno modalità a seconda di organizzazione della programmazione regionale, e anche all’interno delle singole regioni esistono realtà diversificate, con punte di eccellenza ed altre di maggiore difficoltà. Nella Regione Toscana i servizi per la disabilità sono organizzati in relazione a due specifiche fasce di utenza: i Servizi per l’Infanzia-Adolescenza ed i Servizi per gli Adulti. Per l’Infanzia – Adolescenza tali Servizi hanno assunto nel tempo una organizzazione molto specialistica riguardo alla possibilità di recupero della disabilità grave e medio grave. La disabilità intellettiva (D.I.) lieve è affidata ai Gruppi Operativi Multifunzionali (GOM), sia nel settore infanzia sia nel settore adulti. Il GOM, però, è composto da figure professionali che afferiscono da diversi servizi e che si organizzano estemporaneamente in funzione alla risposta dei bisogni sulla D.I.. Questo è, secondo il mio parere, un punto di debolezza nella programmazione dei Servizi della Regione Toscana per la disabilità che lascia spazi di non risposta, di scarsa organizzazione e progettualità a livello territoriale. In questo contesto organizzativo l’esperienza del progetto “Nuovi Spazi di Vita”, condotto dall’Associazione L’Alba in collaborazione con la Regione Toscana, risulta essere innovativo ed è sicuramente un valida iniziativa atta a colmare punti di debolezza dei Servizi alla D.I. medio-lieve. Tale progetto si appoggia su una esperienza esemplare ormai radicata e riconosciuta a livello territoriale e nella Comunità: l’auto-aiuto nell’ambito della salute mentale. La sinergia tra il progetto e l’esperienza dell’auto-aiuto ha certamente permesso il raggiungimento di obiettivi quali il miglioramento della qualità della vita di soggetti con disabilità lieve-media, attraverso la creazione di spazi di inclusione sociale e l’acquisizione di capacità relazionali che permettono loro di muoversi più liberamente e con maggior appropriatezza nel contesto sociale. (Presentazione del Dott. Corrado Rossi Direttore Dipartimento Salute Mentale dell’Azienda USL 5 Pisa) E’ possibile scaricare il libro “Nuovi Spazi di Vita” in formato pdf cliccando su questo link:

Nuovi Spazi di Vita: ricerca e nuove frontiere per il ritardo mentale medio-lieve.

Nuovi Spazi di Vita: Silvano Arieti

libro_nsv_2012_web   Il Progetto  “Nuovi Spazi di Vita” gira la boa del suo secondo anno: nato in maniera quasi naturale,  dall’avvicinamento spontaneo di persone e famiglie all’Auto-aiuto per la Salute Mentale, organizzato attorno all’Associazione L’ALBA, il suo Circolo ed alla sua rete più in generale, oltre che da invii sperimentali dai Servizi pubblici per la Disabilità, necessario anche per la strutturale povertà di risposte nella fascia della Disabilità intellettiva medio-lieve. Da questa situazione, e dall’esigenza di dare una risposta a bisogni specifici non solo in termini di numero ma anche di qualità della ”patologia”, che sul campo pone problematiche diverse e peculiari rispetto al disagio mentale, è scaturita l’idea progettuale, anche per l’iniziativa forte di familiari, promossa come Progetto presso le Istituzioni Locali e Regionali a partire dall’Auto-Aiuto stesso, in collaborazione con i Servizi e la S.d.S. Pisana. NSV: Silvano Arieti è diventato una realtà che si è radicata ed allargata nel primo anno di attività, sperimentando metodi e spazi di riabilitazione psicosociale a partire dall’inclusione sociale di soggetti fino ad allora in gran parte isolati nell’ambito familiare o al massimo di piccolo raggio sociale, percorso che si compie elettivamente nella Comunità cittadina e dell’area per il tramite degli spazi e della rete costituita attorno all’Associazione L’ALBA ed il suo Circolo, nei laboratori ma soprattutto mischiandosi in maniera del tutto naturale alla vita sociale, magari ai clienti “normali” del ristorante e frequentando la città ed i dintorni. In tal modo si sono consolidati da parte degli Operatori conduttori del Progetto e dei Facilitatori Sociali, che lo supportano e contornano, metodi sempre più certi e sofisticati di conduzione dei gruppi e di impostazione e gestione, soprattutto in questo ambito, di Progetti Individualizzati: in un rapporto corretto, fatto di supporto reciproco ma anche di rigoroso rispetto dell’autonomia, con i Servizi del SSN e dell’Università che hanno accompagnato la fase dell’ideazione dell’iniziativa, la progettualità e la sua attuazione, ed anche la verifica scientifica con la ricerca che lo ha accompagnato. Dal buon esito sul campo, secondo un metodo che ha caratterizzato il rapporto dei Servizi e delle Istituzioni fin dall’origine con l’Associazione L’ALBA come sviluppo dei Gruppi di Auto-Aiuto, fatto di produzione e di sperimentazione concreta d’ipotesi di lavoro, di attuazione e di verifica nel percorso e di realizzazioni, l’idea progettuale si è arricchita in termini quantitativi e qualitativi, in particolare con il nuovo obiettivo dell’esperienza di avvio di vita autonoma per un gruppo di giovani donne. Si è allargato così il numero delle persone con difficoltà che hanno partecipato al progetto, si è consolidato il radicamento nel territorio e nella vita sociale di oltre 40 individui, con nuovi orizzonti di vita conseguiti, con l’esperienza della “dimissione” dal Progetto per il conseguimento degli obiettivi di autonomia prefissati, con metodi di lavoro che si sono ulteriormente affinati e rafforzati a costituire una solida esperienza, anche tecnica, di specialisti sul campo e di Facilitatori Sociali sempre più esperti. Particolarmente significativo il buon esito dell’avvio della “Casa delle ragazze”, che si è sviluppato tra l’altro con suggestioni non piccole attorno all’appartamento teatro dell’esperienza, che giunge a questa vicenda portando con sé il ricordo e l’alone suggestivo di una storia “d’amore” che coinvolge la figura di Silvano Arieti, Psichiatra di origine pisana, emigrato negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali nel 1938, divenuto notissimo a livello internazionale per il valore scientifico del suo lavoro e delle sue opere, culminate nel “Manuale di Psichiatria” impostato su teorie psicodinamiche che ha formato una generazione di psichiatri, e non solo. L’esperienza si è svolta attraverso una valorizzazione accelerata delle capacità di autonomia delle ragazze, con il supporto minimo possibile e rapidamente decrescente nella vita della casa da parte degli operatori, con una supervisione discreta ma puntuale da parte dei Servizi sulle dinamiche nel gruppo delle protagoniste ed anche con i familiari, per sostenere i percorsi di autonomia e di distacco per tutti i protagonisti dell’esperienza. Si può ben affermare che si è venuto forgiando sul campo un metodo originale, articolato, così come delineato qui per sommi tratti e che verrà approfondito nei vari capitoli di questo volume, capace oltretutto di auto-valutarsi, proponibile per l’organizzazione e la gestione di Servizi stabili per la Disabilità intellettiva medio-lieve. Per tale prospettiva occorre superare però la condizione di Progetto annuale che si rinnova, preziosissimo per l’avvio di un’esperienza originale, ma la cui precarietà, anche nella puntualità degli atti, è fonte non piccola di problematiche. Solo così potrà espandersi in tutte le sue potenzialità positive questa metodologia fondato su fattori e professionalità diverse e concorrenti in sinergie virtuose, che valorizza e implementa al massimo le energie e le capacità degli utenti, declinati sia come fruitori-protagonisti che come Facilitatori, in un processo positivo di empowerment e di recovery, nel complesso “economico” in rapporto ai numeri di persone interessate ed ai risultati che è possibile conseguire. (Presentazione del Dott. Corrado Rossi Direttore Dipartimento Salute Mentale dell’Azienda USL 5 Pisa) E’ possibile scaricare il libro “Nuovi Spazi di Vita: Silvano Arieti” in formato pdf cliccando su questo link: “Nuovi Spazi di Vita: Silvano Arieti”