Pranzo dell’Epifania all’Alba

La-Befana-Pascoli

La Befana vien di NOTTE ma anche di ….. GIORNO…
AL CIRCOLO L’ALBA
6 GENNAIO 2014
PRANZA CON l’ EPIFANIA DE L’ ALBA

MENU’

– SFORMATINO DI VERDURE CON FONDUTA DI PECORINO E CREMA DI PEPERONI
– CROSTINI E AFFETTATI MISTI, BRUSCHETTE, FORMAGGI, MIELE E CONFETTURE
– PENNE CON POMODORINI MATURI E FUNGHI PORCINI IN GABBIA DI PECORINO
– CUORE DI FILETTO DI MAIALE AL FORNO CON PATATE IN GHIOTTA
– MILLEFOGLIE O CROSTATA AL CIOCCOLATO

MENU BAMBINI

– PASTA AL RAGU’ O AL POMODORO

– FETTINA DI MANZO CON INSALATA O PATATINE FRITTE

EURO 20  – EURO 10 MENU BAMBINI

BEVANDE ESCLUSE

IL PRANZO SARA’ ANIMATO DA EPIFANIE DI VARIO GENERE… MUSICA E RACCONTI DELLA VECCHIETTA PIU’ ANTICA DEL MONDO… AI BAMBINI SARA’ DONATA UNA BELLISSIMA CALZA PIENA DI BUONI DOLCI O DI….. NERO CARBONE….

SI PREGA DI TELEFONARE allo 050-544211 E PRENOTARE ENTRO SABATO 4 GENNAIO ore 14.00 SPECIFICANDO IL NUMERO DEI BAMBINI PER LA PREPARAZIONE DELLE CALZE

ESIGENZE PARTICOLARI ( MENU SPECIFICI, ALLERGIE O ALTRO) SEGNALARLE DURANTE LA PRENOTAZIONE

Creazione manufatti in ceramica Raku

raku_small

Sabato 14 dicembre 2013 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 presso lo stand espositivo dell’Associazione L’Alba in via Toselli, dove sono esposti i lavori artigianali effettuati all’interno del Progetto Ceramica e Psiche, realizzato col contributo della Fondazione Pisa, dell’Azienda USL 5 di Pisa e della Regione Toscana, si darà dimostrazione di come si realizza la creazione di manufatti in ceramica Raku, dalla decorazione alla cottura. Il tutto sarà condotto dal Sig. Messana Enrico, maestro ceramista e volontario dell’Associazione L’Alba.
Si prevede di installare un tavolo dove i passanti possano creare e decorare manufatti in ceramica, insieme alle persone dell’Associazione L’Alba inserite in percorsi di riabilitazione psico – sociale, e successivamente cotti in un apposito forno a terra alimentato a gas, accessibile solo ed esclusivamente dal Sig. Messana. Successivamente i prodotti verranno immersi dal Sig. Messana in un apposito contenitore riempito di segature e dopo immersi in un contenitore contenente acqua a temperatura ambiente. Da sempre la creta è stata usata con finalità terapeutico – riabilitative.
La manipolazione della creta e in definitiva il concetto stesso di trasformazione è, in concreto, una dominante essenziale del fare ceramica, espressione tangibile della profonda versatilità e potenzialità iconografica di questa tecnica artistica complessa per il fatto di contenere in sé molteplici possibilità inerenti le differenti modalità espressive pittoriche e insieme plastiche, la tipologia di materiali, forme, funzioni, tempi di realizzazione. Un’arte che “cura” perché capace di rendere manifesto ciò che è spesso nascosto a noi stessi o che talvolta ci affanniamo a nascondere e che nel contatto con la materia può ora, invece essere messo immediatamente in forma.

I tweet vincitori del concorso Versi per L’Anima 2013

tweet_3

Sezione Tweet

1° Premio

Fabiana Pacini

ATTO DI DOLORE

Espressione tanto breve quanto densa di significato, che ha il potere di spandere luce su un’antica e pur spesso dimenticata verità che dona speranza.

“Solo nel buio più cupo e solitario
mi accorgo di quanto sia chiara e luminosa
la mia anima”


2° Premio

Antonio Dragone

PROVA

Immediata e forte descrizione della condizione umana sempre sottoposta a superare una fatica o un dolore,  e accettazione del fatto che bisogna  affrontare la prova determinati a vincerla.

Un’emozione un dolore un esame un amore.
Come descrivere tutto questo
Come fare a dire quello che si pensa ogni giorno ogni ora ogni minuto
Bisogna affrontare e risolvere
La nostra PROVA

3° Premio

Nadia Chiaverini

MOLTITUDINI DI STELLE

Questo tweeter è come una breve fiaba, dove la magia  del cielo stellato è resa viva  da  un sapiente gioco di parole che creano immagini reali per chi legge.

“moltitudini di stelle
pigolano fuochi sparsi
s’incatena la luna ai sogni
e sorride
con sguardo fecondo”

 

Le prose vincitrici del concorso Versi per L’Anima 2013

books_libri

Sezione Prosa

1° Premio

 Veronica Pace

IL DOLORE DEL RITORNO La fine di una lunga vita descritta come un viaggio compiuto nello spazio di un ritorno in soffitta verso il baule del ricordo. L’ennesimo pensiero di dolore di una donna ormai vecchia, volto al giorno della fine del suo sogno di vita. Il suo tempo è finito, ma la morte è vinta dall’amore e non tocca Sophie, che se ne va insieme al suo amore non vissuto, avvolta da una scia luminosa. Un brano che lascia un sorriso e una speranza nell’impossibile. “La soffitta buia e polverosa era stata aperta di nuovo, dopo tantissimi anni: mossa dalla nostalgia dei ricordi, Sophie aveva ritrovato il coraggio di risalire le scalette scricchiolanti che portavano nella parte più recondita della casa. La fiamma traballante e incerta della candela illuminava il cammino di fronte a lei senza svelarle quello che avrebbe trovato compiendo il passo successivo: aveva deciso di affrontare questo viaggio che l’avrebbe portata alla riscoperta di se stessa nei meandri del suo passato, fino ad allora affidato alla protezione di un lucchetto che, da cinquantasei anni, non si era più ricongiunto alla sua chiave gemella. Nonostante l’età avanzata e la camminata tremante, Sophie era riuscita a portare a termine la prima tappa di quel viaggio; aveva appena aperto la botola per accedere alla soffitta ed ora si trovava a metà tra il passato e il presente, non ancora del tutto sicura di riuscire a raggiungere la tanto desiderata meta che si era prefissata perché temeva di ridestare quel malessere interiore di cui aveva sofferto per parecchio tempo, non rimanendo incolume. Talvolta però, l’indole umana è più propensa a far del male piuttosto che del bene, non solo quando si tratta degli altri ma anche di sé stessi; e furono proprio queste riflessioni che la indussero a sollevare un po’ di più le ginocchia per oltrepassare definitivamente il varco sul quale aveva indugiato, rimanendo sospesa tra le due realtà, così vicine e allo stesso tempo così lontane tra loro. E adesso, si trovava proprio lì, nel limbo dei ricordi dimenticati, dove il grande orologio a pendolo segnava sempre la stessa ora e dove il soffice manto di polvere aveva mantenuto intatto quell’attimo fuggito via. Sophie fece qualche passo in avanti finché il suo piede non si imbatté in un mazzetto di chiavi che giaceva in terra, come se non aspettasse altro di essere notato. Si chinò a raccoglierlo e per un momento assaporò il tintinnio delle chiavi: era come se le campane in festa la stessero invitando a nozze. E tra tutte le chiavi spiccò immediatamente quella in ferro battuto; dopo tanto tempo era un po’ arrugginita ma Sophie non faticò a riconoscerla: era la chiave che sigillava ermeticamente il lucchetto del baule di legno, chiuso da anni in un angolo remoto della soffitta. Bastò un semplice ‘clic’. Il coperchio del baule si sollevò e finalmente Sophie poté toccare con mano il prezioso contenuto. Bianco, semplice, quasi monacale, il vestito da sposa era di nuovo davanti a lei, mai indossato ma invecchiato dal tempo. Era lì, presente, vivo, doloroso a restituirle ciò che per tanto tempo aveva cercato di dimenticare. Sophie lo prese per le spallette e lo appoggiò sul petto in modo che aderisse al suo corpo. Aprì l’anta dell’armadio e fece una piroetta davanti allo specchio che le rimandò l’immagine di una ragazza innamorata e felice. Domani, il gran giorno: la musica in chiesa, i parenti, gli amici, il sogno che diventa realtà legandola al suo amore per sempre. Al telefono, la sua voce sembrava quella di un bambino birichino: “Cara, vado con gli amici per l’addio al celibato ma ti prometto che non farò tardi, ciao!”. Un ciao trasformato dal destino in un addio. Un incidente aveva fermato improvvisamente la sua gioia, il suo futuro, la sua vita. Lei ripose il vestito nel baule, insieme ai suoi sogni. Ora sedeva su uno sgabello accarezzando la soffice stoffa che poggiava sulle ginocchia; gli occhi erano persi nel vuoto e fissavano un punto lontano che andava ben oltre le pareti della soffitta. Ad un tratto, lui era lì, davanti a lei e sorridente, con le mani dolcemente protese verso di lei: “Cara, cosa aspetti? Indossa il tuo vestito, non dobbiamo sposarci?”. Allora Sophie si sfilò la camicia da notte e le pantofole, indossò l’abito e si diresse incontro a lui finché una scia luminosa li avvolse entrambi. Fu ritrovata esanime il giorno seguente, in soffitta, con indosso un vecchio abito da sposa e…un sorriso sulle labbra.”

2° Premio

Alessandro Scarpellini

L’AMORE SEGRETO Il pensiero poetico vede dove il semplice pensiero non arriva, ama capire cosa c’è dietro le apparenze, non dà per ovvio e scontato niente. Questo racconto è l’espressione viva di tale pensiero, che rende “era il suo ultimo giorno di vita” del finale leggero come la coccinella che vola via dalla mano di Alberto, nei cui occhi luccica qualcosa di bello difficile da capire.Fu l’immaginazione a svegliarlo con una carezza segreta. Fu l’immaginazione a svegliarlo con una carezza segreta. Alberto aveva sognato un albero grande con un’ombra fatta di piccole luci pungenti come spille e per il freddo s’era coperto con il morbido e segreto manto della notte. A cullarlo era la voce dolcissima della madre che lallava una ninnananna di giostre cavalli, animali strani e parlanti. Non era più piccolo, ma teneva vicino al letto un carillon che talvolta suonava da solo quando lo sfiorava con un pensiero vagabondo. Una musica dolce che egli amava come uno zuccherino dopo la medicina amara del giorno. E vicino a sé teneva anche una copia de Il Piccolo Principe, suo amico fraterno e confidente di certi pensieri che il giorno nascondeva in sorrisi timidi e in quel vizio fanciullesco di strizzare gli occhi se c’era troppa luce od era emozionato. Egli scriveva parole fatate che solo un imbecille poteva giudicare folli. La sua solitudine era simile ai gatti randagi che abitavano certi vicoli dai nomi balzani vicino a casa e alle stelle che brillavano lontane sfiorando talvolta l’acqua del fiume con il loro chiarore misteroso e birichino.

Toc! Toc! Toc!

Sentì bussare alla finestra, quasi fosse un ticchettio di pioggia, e si alzò a piedi scalzi. Dall’altra parte della strada, ad un’altra finestra con le tende bianche tirate da un lato, si affacciò una bambina malinconica che teneva tra le braccia un gatto che sapeva chiamarsi Paco. Guardava i tetti come se fossero sorprese e aveva gli occhi scuri e muti. I muri delle due case potevano varcarli, almeno con la fantasia, e sperdere la malinconia in un sorriso vitale. Successe qualcosa d’imprevisto…un tuono scosse il buio dopo un guizzo di luce accecante. Forse un temporale. La ragazzina, per niente spaventata, fece un cenno con le mani simile ad una capriola come per dire domani ci vediamo al giardino qui sotto. Non si parlavano, ma si capivano con la lingua dei cigni e dei brutti anatroccoli. La notte passò tra bagliori ed esplosioni di fulmini. L’indomani, le strade allagate sembravano essere ruscelli e nei prati una marea di chiocciole dai fragili gusci aveva invaso ogni spazio possibile. Alberto, con la scusa del latte, riuscì ad uscire da solo e raggiunse le altalene silenziose. Lei lo aspettava là, dietro una siepe, quasi fosse un cespuglio di viole timide. Non fece in tempo a parlare che lo baciò sulle labbra e lui conobbe in un attimo la bellezza della vita e la dolcezza dell’amore segreto. Non era uno sciocco o uno strano come qualche arrogante lo chiamava, amava la vita con tutto se stesso e cercava di parlare con le persone che avevano la pazienza di ascoltarlo con attenzione. Quel bacio fece fiorire in lui una gioia inattesa e desiderata. Si portò quel sapore dentro come un arcobaleno che dopo tanti giorni di pioggia fa dimenticare le offese, i pianti, le ombre, le paure, i soprusi, le delusioni. Non disse mai ad alcuno di quella tenerezza sottratta alla solitudine e donata da altri mondi. E nel suo rifugio segreto, una piccola scatola di legno, lasciò un pugno di pelo del gatto, che la ragazzina aveva sempre con sé. Sigillò il suo nome con una promessa che mai avrebbe violato e lo confidò solo a me. Quando il mattino dopo si svegliò, era il suo ultimo giorno di vita, pensò persino di avere solo sognato e iniziò a cantare una strana canzone che fece tanto ridere sua madre. Nei suoi occhi luccicava il chiarore di un’allegria segreta, difficile da capire. Frrrrrrr fece ad una coccinella che s’era posata sulla mano e la coccinella volò via con le sue piccole ali.

Le poesie vincitrici del concorso Versi per L’Anima 2013

IL RELAX E'...

Sezione Poesia

1° Premio

 Claudio Benedettini

FIORITURE

 Poesia narrativa che rievoca un avvenimento lontano per dare sostanza a un nuovo gioioso evento e sottolinearne la prosperità in quanto segno di continuità generazionale. La lirica si segnala per la delicatezza ottenuta anche grazie a un linguaggio musicale e armonico.

Ti vogliono al telefono. “E’ nata”

Fuga dal lavoro, corsa per la strada.

L’accesso alla clinica è ancor chiuso.

Fremo, cerco, giro, e sul retro trovo

un’entrata secondaria, dimenticata.

Sono nella stanza dei neonati,

11/12 culle su righe allineate.

Dietro alla grande vetrata

scorro i piccoli visi lontani,

dei bimbi addormentati.

Un battito al cuore

Un flusso di calore.

E’ lei. Lo so.

Piccole labbra ben modellate,

gote di rosa,

e sulla rotonda testina

leggera peluria, color tiziano.

Una pittura.

Senza indicazione alcuna

Fra tanti l’avevo riconosciuta,

da solo, fra quelle deserte mura.

La rosa, delicata, è a lungo cresciuta,

e finalmente darà un nuovo fiore.

A recare conforto e nuovo piacere

a un vecchio, maldestro, giardiniere.

2° Premio

Afra Marangoni

E PIOVE INFINE

Descrizione di un paesaggio condotta con una valenza fortemente metaforica che anima la natura e dà voce a sentimenti ed emozioni. Il linguaggio poetico, ricco di richiami fonici, riesce nell’intento di essere allusivo e simbolico.

Nudi i tigli

lungo il viale,

braccia protese a difesa,

ciechi relitti.

Foglie si perdono

in arabeschi di volo,

di brevi sogni

e insicuri approdi.

Ticchetta la pioggia

su poltiglia di vita,

contralta al lamento

d’un corvo nell’ombra.

Nel cielo coltelli di lampi,

da livide ferite

rotolano tuoni.

E piove infine

sulle pietre consumate

delle antiche mura.

Nella crepa

nasconde il ragno la sua preda,

il cappero attende il suo turgore.

3° Premio

Denise Friselli

STUPITA

La lirica esprime un’emozione con semplicità e al tempo stesso con forte pregnanza grazie a un linguaggio fluido e alla reiterazione di parole e di suoni, evidenziando in tal modo i nuclei tematici più significativi del testo poetico.

stupita dei colori

più smorti

più opachi

degli occhi

più stanchi

dei tuoi fianchi

più antichi

di come ti stanno

grandi

i miei abbracci

*

stupita che tutto

ci lasci

indifferenti

nel mondo

oramai

rivolti

a questa piccola

galassia in crisi.

stupita

che i tempi dei giochi

siano finiti.

Segnalati

Massimiliano Biagini

IMMENSO AMORE NELLE NUVOLE

La lirica esprime un punto di vista ottimistico sulla possibilità di superare gli ostacoli e le traversie della vita attraverso il sentimento d’amore che regala forza e fiducia nel futuro. Il linguaggio è semplice e metaforico al tempo stesso.

Alto nel cielo si scopre una nuvola tenebrosa

nell’orizzonte di un percorso infinito

nulla sente dentro di sé

all’improvviso un cuore che pulsa.

Luci ed ombre ti stanno in fronte

istanti che ti fanno star bene con te stesso

sempre con te sta l’amore immenso

attimi di forza ti tengono sempre vivo.

Giuseppe Tarascone

RUBINO

La poesia esprime un sentimento di accettazione della vita in tutte le sue forme e manifestazioni, sia quelle felici e gioiose sia quelle dolorose e tristi. Il linguaggio è semplice e incisivo.

Oggi mi sono perso

e piango lacrime impercettibili

che riaprono un varco al dolore,

nascosto a me, a te ed al mondo.

Oggi non ho difese

e sento persino le foglie crollare,

senza forze per reagire

all’inquietudine che agita ogni singolo battito.

Oggi mi ritrovo

come uno scheletro sotto un acquazzone d’agosto,

steso sotto un cielo che ti macchia l’anima

di un nero tetro, possente ed indomabile.

Oggi giaccio sul mio letto

perché mi culla in silenzio,

suggerendomi che anche questa è la vita,

che questa è

LA MIA VITA.

Menzione Speciale

Una menzione speciale va alla terza elementare della scuola Mazzini di Pontasserchio e alla maestra Donatella Marcesi, che ha seguito gli alunni indirizzandoli verso la poesia e alla riflessione sull’anima, e facendoli partecipare al Premio, fuori concorso, con poesie schiette, sincere come solo i bimbi sanno essere. Riflessioni sull’anima buona e cattiva, buoni propositi, amore per la parte nobile di sé, ma anche la sincerità estrema di un bimbo che dice: “Per me l’anima è una cosa che odio /perché mi fa pensare/ e io non voglio pensare/ mi fa dire cose sentimentali/ e io non voglio dire cose sentimentali.” La sincerità dei bambini è disarmante.

Per me l’anima

è una cosa che  odio

perché mi fa pensare

e io non voglio pensare,

mi fa dire cose sentimentali

e non voglio dire cose sentimentali.

Per me l’anima

è una cosa che odio!

Diego

Premiati Concorso Versi per L’Anima 2013

lettura

PREMIATI CONCORSO VERSI PER L’ANIMA 2013

Sezione Twett

1° Premio

Fabiana Pacini

ATTO DI DOLORE

Espressione tanto breve quanto densa di significato, che ha il potere di spandere luce su un’antica e pur spesso dimenticata verità che dona speranza.

2° Premio

Antonio Dragone

Immediata e forte descrizione della condizione umana sempre sottoposta a superare una fatica o un dolore, e accettazione del fatto che bisogna affrontare la prova determinati a vincerla.

3° Premio

Nadia Chiaverini

MOLTITUDINI DI STELLE

Questo tweet è come una breve fiaba, dove la magia del cielo stellato è resa viva da un sapiente gioco di parole che creano immagini reali per chi legge.

SEZIONE PROSA

1° Premio

Veronica Pace

IL DOLORE DEL RITORNO

La fine di una lunga vita descritta come un viaggio compiuto nello spazio di un ritorno in soffitta verso il baule del ricordo. L’ennesimo pensiero di dolore di una donna ormai vecchia, volto al giorno della fine del suo sogno di vita. Il suo tempo è finito, ma la morte è vinta dall’amore e non tocca Sophie, che se ne va insieme al suo amore non vissuto, avvolta da una scia luminosa. Un brano che lascia un sorriso e una speranza nell’impossibile.

2° Premio

Alessandro Scarpellini

L’AMORE SEGRETO

Il pensiero poetico vede dove il semplice pensiero non arriva, ama capire cosa c’è dietro le apparenze, non dà per ovvio e scontato niente. Questo racconto è l’espressione viva di tale pensiero, che rende “era il suo ultimo giorno di vita” del finale leggero come la coccinella che vola via dalla mano di Alberto, nei cui occhi luccica qualcosa di bello difficile da capire.

Sezione Poesia

1° Premio

 Claudio Benedettini

FIORITURE

 Poesia narrativa che rievoca un avvenimento lontano per dare sostanza a un nuovo gioioso evento e sottolinearne la prosperità in quanto segno di continuità generazionale. La lirica si segnala per la delicatezza ottenuta anche grazie a un linguaggio musicale e armonico.

2° Premio

Afra Marangoni

E PIOVE INFINE

Descrizione di un paesaggio condotta con una valenza fortemente metaforica che anima la natura e dà voce a sentimenti ed emozioni. Il linguaggio poetico, ricco di richiami fonici, riesce nell’intento di essere allusivo e simbolico.

3° Premio

Denise Friselli

STUPITA

La lirica esprime un’emozione con semplicità e al tempo stesso con forte pregnanza grazie a un linguaggio fluido e alla reiterazione di parole e di suoni, evidenziando in tal modo i nuclei tematici più significativi del testo poetico.

Segnalati

Massimiliano Biagini

IMMENSO AMORE NELLE NUVOLE

La lirica esprime un punto di vista ottimistico sulla possibilità di superare gli ostacoli e le traversie della vita attraverso il sentimento d’amore che regala forza e fiducia nel futuro. Il linguaggio è semplice e metaforico al tempo stesso.

Giuseppe Tarascone

RUBINO

La poesia esprime un sentimento di accettazione della vita in tutte le sue forme e manifestazioni, sia quelle felici e gioiose sia quelle dolorose e tristi. Il linguaggio è semplice e incisivo.

Menzione Speciale

Una menzione speciale va alla terza elementare della scuola Mazzini di Pontasserchio e alla maestra Donatella Marcesi, che ha seguito gli alunni indirizzandoli verso la poesia e alla riflessione sull’anima, e facendoli partecipare al Premio, fuori concorso, con poesie schiette, sincere come solo i bimbi sanno essere. Riflessioni sull’anima buona e cattiva, buoni propositi, amore per la parte nobile di sè, ma anche la sincerità estrema di un bimbo che dice: “Per me l’anima è una cosa che odio /perché mi fa pensare/ e io non voglio pensare/ mi fa dire cose sentimentali/ e io non voglio dire cose sentimentali.” La sincerità dei bambini è disarmante. 

Spettacolo Teatrale “Big Bug Fish”

bigbugfish2013f-1

 

In occasione della giornata nazionale della Salute Mentale, che è stata celebrata il 5 Dicembre, L’Alba Associazione organizza, con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza, un evento teatrale di grande rilievo.
BIG BUG FISH l’ avventura artistica dei laboratori de L’Alba del 2103 rappresenta una sorta di mitogenesi della vita che parte dai pesci e dagli insetti che sono gli esseri più antichi e più resistenti, sopravvissuti anche alle più terribili catastrofi….Uomini-pesce e uomini-insetto: una sorta di mito delle origini antropomorfizzato, usando simboli di totem tribali, il suono, la voce, il movimento, il ritmo partono e si intrecciano in suoni acquosi e zanzarosi e danze naturali e infestanti in cui antico e contemporaneo, primitivo e futuribile si mischiano in tessuti di sonore sembianze umane….
Bambini – pesci – sirene- gamberetti- polpi-meduse e bimbi- farfalle- cavallette- grilli- api- lucciole-amantidi – ragni e adulti speciali – pesci – crostacei – speciali superano le dure prove del vivere attraversando le avventure del percorso vitale, morti e rinascite, fino al raggiungimento di……La stupefacente presenza di bambini piccoli Del BIG FISH in scena con i soci de L’Alba utenti psichiatrici e con disabilità intellettive in riabilitazione propone la verità di un altro mondo possibile e di un altro modo possibile di stare al mondo.Un’ altra grande nascita, la nascita di un’ altra era, più consapevole, più umana.
Uno scenario a metà tra il surreale e lo psichedelico, il grottesco e il fiabesco, che si staglia in momenti di eccezionale poesia e verità.
Le mamme di alcuni bimbi e soci hanno hanno preparato i costumi e la regia è frutto di un complesso processo partecipato e collettivo, uno spettacolo come sempre nel nostro stile costruito ascoltando ogni voce.
Allora non vi resta che venire a vederlo !!!!!!!!!!!
Dove?
SABATO 21 Dicembre ore 2130 al Teatro San Andrea in Piazza San Andrea a Pisa. 
E’ possibile acquistare il biglietto di Euro 10 al Circolo L’Alba o dirittamente a partire dalle 20:30 la sera stessa dello spettacolo. Il raccolto sarà utilizzato per il sostegno dei percorsi di inclusione sociale e riabilitazione delle persone con problematiche psichiche.
Auguri di Buone Feste dall’Associazione L’Alba