Auto-Aiuto

I gruppi di auto-aiuto per disturbi psichiatrici sono oggi uno degli elementi portanti di una nuova cultura (la Cultura Advocacy per le malattie mentali ) che si sta diffondendo ed affermando in tutta Europa con l'approvazione e l'appoggio della Organizzazione Mondiale della Sanità e della World Psychiatric Association. I gruppi di auto-aiuto rappresentano il luogo di passaggio ad un nuovo approccio terapeutico basato sul concetto di fornire un potere maggiore all'utente e ai familiari nella gestione del disturbo psichiatrico. In un panorama generale in cui spesso parlare apertamente di malattie mentali e dichiarare la propria sofferenza psichica è un tabù, e la cultura imperante, familiare e sociale, è quella del pregiudizio e dell'ignoranza, il gruppo diviene un fecondo spazio protetto di possibilità di dialogo sincero tra persone accomunate da rapporti paritari e non gerarchici in cui è possibile

comunicare con gli altri
ascoltare ed essere ascoltato dagli altri
la messa in comune delle esperienze
il supporto emozionale
la lotta contro l'isolamento e la solitudine
contro la confusione e il disorientamento
il superamento delle paure
ricevere e fornire informazioni e consigli
sostegno per raggiungere un atteggiamento attivo e partecipativo nella cura
trovare strategie per adattarsi e migliorare la propria qualità della vita
migliorare la capacità di far fronte alle proprie responsabilità di fronte a se stessi, al gruppo e infine al mondo

Rodney Elgie, direttore di Depression Alliance:
"Il gruppo riduce l'isolamento, la paura, la disperazione, la perdita di speranza, rende possibile la discussione di strategie da utilizzare nei momenti più difficili, permette di avere un migliore accesso alle risorse disponibili, ed è un incoraggiamento a prendere una maggiore responsabilità verso la propria malattia".

Gartner e Riessman hanno sottolineato con il "principio dell' helper therapy" come esista una sorta di effetto boomerang per cui "chi dà aiuto in realtà ne riceve e chi cerca di modificare una persona in realtà modifica sé stesso".

BREVE STORIA  DELL'AUTO AIUTO

 

Gli Alcolisti Anonimi (AA), nati negli USA nel maggio 1935 , rappresentano il primo gruppo psicologico-terapeutico strutturato che agisce seguendo gli schemi dei GAA. La tecnica degli AA si rifà a pratiche religiose, già descritte nel Vecchio Testamento. Entrambi i fondatori degli AA, l'agente di borsa William Griffith e il medico-chirurgo Robert Holbrook avevano inserito nel loro programma i "12 Passi" (per i membri) e le "12 tradizioni" (per il gruppo) ricavate dai principi e dall'ideologia che animavano il movimento luterano del gruppo di Oxford. Il programma degli AA si è diffuso in numerosi altri gruppi, come per i gruppi Synanon.

Negli anni Trenta nascono le associazioni dei genitori di bambini handicappati e dei pazienti psichiatrici come l'American Association of Retarded Children, l'United Cerebral Pasly Foundation, il Recovery Incorporated (Recovery Inc.).

Un'Associazione di auto-aiuto che ha avuto una notevole diffusione negli USA sono le Fountain House (F.H.) fondate a New York nel 1948 da un gruppo di pazienti che erano stati ricoverati al Rockland Psychiatric Center. Le F.H., così denominate dalla presenza di fontane nel giardino della prima di queste case, sono "club" di pazienti ed ex pazienti gestiti in collaborazione con manager esperti di amministrazione, operatori sociali, psicologi e psichiatri. Questi gruppi forniscono ai soci, oltre al sostegno reciproco, una serie di servizi che vanno dalle consulenze mediche, psicologiche e psicoeducazionali alle attività ricreative come teatro e cinema. Inoltre forniscono consulenze per l'inserimento dei pazienti nel mondo del lavoro attraverso uffici collegati con sindacati ed agenzie di collocamento e cercano di coinvolgere l'opinione pubblica nel loro operato attraverso i mass media. Le F.H. si sono sviluppate anche in Canada, in India, in Pakistan e in Australia.

A partire dalla fine degli anni Sessanta i GAA hanno avuto una ulteriore diffusione negli Stati Uniti. L'indagine più recente stima la presenza di 14 milioni di membri di gruppi di auto-aiuto negli USA. In Inghilterra i primi GAA si sono formati a partire dagli anni settanta e si sono integrati nel corso degli anni ottanta con i servizi di salute mentale fino a formare il MIND (National Association for Mental Health) , la più grande Associazione per la Salute Mentale presente nel Regno Unito. I servizi offerti da MIND riguardano: consulenze legali, formazione ed educazione dei membri; iniziative di propaganda; assegnazione di alloggi; pubblicità, amministrazione di un fondo per piccole sovvenzioni e organizzazione di una rete di informazione per gli utenti. Tra i GAA inglesi ritroviamo i "Survivors Speack Out" , un gruppo fondato nel 1986 in Inghilterra i cui membri hanno l'obiettivo di promuovere i rapporti interpersonali e intraprendere iniziative per difendere i propri interessi. I "Survivors Speack Out" ammettono che un terzo degli associati sia costituito da operatori professionali, in veste di "allied" (alleati). Attualmente sono attivi centinaia di GAA in Gran Bretagna.

Anche in Francia, in Germania, in Olanda, in Russia, in Polonia e nella ex Jugoslavia sono sorti GAA finalizzati ai problemi della salute mentale. In Italia l'esperienza dell'autoaiuto è relativamente recente e si concentra soprattutto nell'attività di gruppi formati da pazienti affetti da disturbi da uso di sostanze (alcool, stupefacenti): gli AA, i CAT (Club di Alcolisti in Trattamento) , i GAA per tossicodipendenti e i Narcotici Anonimi . Nelle provincie toscane di Firenze e di Prato sono sorte nel corso degli anni ottanta esperienze di auto aiuto sul modello dei GAA presenti in Inghilterra.

Segnalaci le associazioni di volontariato e auto-aiuto psichiatrico presenti nel tuo territorio per costruire una rete di collaborazione nazionale!

L'AUTO-AIUTO SECONDO NOI

Rubrica mensile a cura degli utenti.

Viaggio dal tunnel a “l'alba”. Valeriana Ammannati

Ho perso cinque anni della mia vita nell'inferno della depressione.Non conoscevo questa parola e l'ho conosciuta nel peggior modo possibile, con un tentativo di suicidio programmato nel tempo e nei minimi particolari.
Sono stata salvata da due persone che mi hanno trovata, hanno chiamato i soccorsi e così sono giunta in rianimazione presso l'ospedale Santa Chiara di Pisa.
Dopo alcuni giorni sono stata trasferita presso la clinica psichiatrica dove sono stata curata grazie all'intervento del dottor Lenzi che aveva capito il mio problema profondo in quanto io dopo pochi giorni avrei dovuto esser trasferita nell
'ospedale più vicino alla mia abitazione.

In questi anni ho sperimentato molte cure, ho avuto lunghi ricoveri, letto, divano, non esisteva nulla, ero un vegetale. Nell'ultimo ricovero che risale ormai a dieci anni fa, oltre al cambiamento di alcuni farmaci, ho accettato di far la terapia E.S.K. (elettrochoc). Non so quanto abbia influito, so solamente che iniziavo di nuovo a provare sentimenti nei confronti dei miei familiari. Tornata da poco alla vita, mi ritrovo ad affrontare la perdita di mio padre, vissuta e non vissuta, dato il momento che attraversavo, il matrimonio di mia figlia del quale nulla ho condiviso ed ancora lo psicologo che mi seguiva, che intraprendeva un'altra strada.

Io mi sentivo di nuovo sola e disperata, fortunatamente il
dott. Lenzi mi consigliò di entrare nel gruppo di autoaiuto dove ho trovato amici sinceri che mi hanno aiutato molto.

L'impatto è stato difficile, perché gli altri parlavano di episodi che avevano vissuto, ma questi episodi riguardavano anche me. La mia mente, dopo anni di inattività, iniziava a sviluppare dei fotogrammi nei quali mi rivedevo e soffrivo, soffrivo così terribilmente che quasi volevo smettere di frequentare il gruppo, ma sono andata avanti perché lì, oltre a conoscere nuovi amici, potevo parlare liberamente di ciò che in quei momenti provavo, e sapevo di essere capita.

Con il tempo e la partecipazione continua, il conduttore del gruppo iniziò, sotto la sua supervisione e i suoi consigli, a farmi condurre i gruppi:
questo era rinascere alla vita. Sono andata avanti per anni a condurre il gruppo in clinica, riservato ai pazienti ricoverati e a quelli esterni che venivano da tutte le parti, dalla Toscana e non.

Poi per me, come per gli altri, è arrivato il mitico '99. C'è stato chiesto di portare la nostra esperienza di vissuto al servizio degli altri, di coloro che non si curavano attraverso la clinica. Abbiamo trovato ospitalità presso il Comitato ARCI in Corso Italia 156, che ci ha messo a disposizione un locale. Accadeva a settembre e, da lì, abbiamo iniziato a scrivere piccoli articoli che il Tirreno e la Nazione
ci pubblicavano. Ogni mercoledì, era bello vedere persone con il giornale sotto braccio che ci cercavano , o ci telefonavano per avere spiegazioni sul funzionamento del gruppo. Era un periodo di euforia per tutti.

In quel periodo, straordinaria è stata, nel mese di novembre, la partecipazione al convegno nazionale Cesvot a Firenze. Sono state emozioni grandissime, sembrava che ciò che accadeva fosse un sogno. I ragazzi del gruppo di Pisa che spiegavano agli altri il nostro modo di condurre i gruppi. Sentire, in quel grande salone del palazzo dei congressi, il brusio unanime delle centinaia di persone presenti, affermava che quello era il modo giusto di condurre i gruppi. Tanta era la felicità. Io ho letto
una lettera che avevo scritto molto tempo prima, ero molto emozionata perché vi era perché vi era partecipazione e assenso su ciò che stavo leggendo.

Dal mese di settembre c'è stato un continuo aumento di partecipanti ai gruppi, tanto che, solo dopo pochi mesi, abbiamo deciso di dar vita ad una associazione alla quale testardamente ho voluto dare il nome
“L' ALBA”: un nome molto semplice, ma con molti significati. Luce Amore Libertà Bisogno Amicizia. Il 28 gennaio, data di nascita dell'associazione, è una data molto importante per me, perché con l'ingresso nel gruppo ero proprio risorta alla vita. Oggi siamo una grande realtà, a volte chiudo gli occhi perché ho paura che sia solamente un sogno, invece è tutto vero.

Chiunque soffre di queste malattie deve sapere che noi ci siamo, pronti a dargli una mano, amore, affetto ed amicizia.